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Care amiche e amici, 

dopo oltre due anni di pandemia, nella Commissione Affari economici e monetari del Parlamento Europeo abbiamo potuto finalmente svolgere in presenza fisica l’audizione della Presidente della Bce, Christine Lagarde per il consueto “Dialogo Monetario”.


L’argomento principale dell’audizione è stato l’aumento degli spread nei giorni scorsi e le turbolenze dei mercati a seguito della decisione della Banca Centrale Europea (BCE) di aumentare gradualmente i tassi di interesse. La Presidente Lagarde ha confermato la ferma decisione della BCE di intervenire per prevenire attacchi speculativi e rischi di frammentazione, ribadendo che non saranno lasciati spazi a turbolenze che potrebbero minacciare la stabilità finanziaria. Questo è stato un messaggio importante che ha contribuito molto a calmare i mercati e far scendere gli spread.

Un altro tema discusso con Lagarde è quello dell’inflazione. Nel dibattito italiano c’è chi afferma che le banche centrali impediscano di dare sostegno ai lavoratori e ai salari, ma non è così. È assolutamente necessario dare una protezione al potere d’acquisto dei lavoratori, e su questo tutti sono d’accordo, il punto è attraverso quale strumento. Perché il rischio è scegliere misure che incentivino la spirale inflazionistica nel medio e lungo periodo, anziché alleviarla. La strada è quindi quella di sostenere l’economia attraverso misure di politiche economiche e fiscali mirate, per ridurre il costo della vita e sostenere il potere d’acquisto dei cittadini in Italia e in tutta l’Unione.

Ne ho parlato questa settimana a Sky TG24.

Sì a Ucraina e Moldavia come Paesi candidati a entrare nell’Unione

Giovedì è stata una giornata storica per Ucraina e Moldavia, ma anche per l’Ue. Al mattino, la plenaria del Parlamento europeo ha votato quasi all’unanimità la risoluzione che chiedeva di concedere ai due Paesi lo status di candidati all’adesione all’Ue. Un segnale fortissimo da parte degli eurodeputati ai leader dei 27 Paesi Ue che, proprio nel pomeriggio, si sarebbero dovuti esprimere sulla questione in sede di Consiglio europeo. E i Ventisette hanno raccolto il messaggio dell’Aula e, nella serata, hanno pronunciato il loro “sì” allo status. Dunque, Ucraina e Moldavia sono ora ufficialmente Paesi candidati all’adesione all’Ue.

È l’inizio di un percorso, ma soprattutto un passaggio politico fondamentale che risponde a tutti quei cittadini che hanno riempito le piazze in questi mesi e anni scegliendo per il proprio futuro l’Europa e non la Russia di Putin. Una giornata storica verso il rafforzamento della democrazia e dei diritti di tutti, insieme.

Un po’ di politica italiana

Sotto il cielo della politica italiana questa settimana è successo un fatto importante e poco pronosticabile fino a qualche mese fa: il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio è uscito dal suo movimento politico, il MoVimento 5 Stelle, con una sessantina di deputati e senatori per formare un nuovo gruppo parlamentare. Il mio auspicio è che questa scissione non abbia ripercussioni sulla tenuta del Governo Draghi, soprattutto in questa fase così delicata per la politica internazionale ed economica.

Da parte nostra il Partito Democratico lavorerà come ha sempre fatto, con serietà, per proporre e mettere a terra una visione di Italia moderna, inclusiva e innovativa per il futuro e per aggregare tutte le forze politiche che si riconoscono attorno a questa idea. Non è facile superare veti, personalismi e rancori, ma è lo sforzo che siamo tutti chiamati a fare: la politica è un affare da adulti, non l’asilo Mariuccia.

Ne ho parlato questa settimana in questa intervista a Repubblica:

Adesso due parole sui risultati del primo turno delle amministrative di domenica 12 giugno.

Le urne hanno confermato quello che sapevamo ormai da tempo, ovvero che il centrosinistra vince quando è unito e propone candidature di indubbia competenza e qualità. In questo momento il Partito democratico è il primo partito d’Italia, e a questa tornata elettorale su 26 capoluoghi di provincia già al primo turno abbiamo conquistato vittorie importanti.
Risultati senza dubbio incoraggianti, ma che non ci devono distogliere dal secondo tempo di questa partita. Domenica 26 giugno infatti si voterà ancora in quei comuni chiamati al ballottaggio, in cui il centrosinistra può e deve dire ancora la sua.

In bocca al lupo ancora a tutti i candidati e le candidate sindaco ancora in gioco, non vediamo l’ora di festeggiare anche nelle vostre città.

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