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Care amiche e amici, 

dopo due anni di pandemia, ci troviamo davanti alla tragedia della guerra.L’invasione militare russa dell’Ucraina sta provocando morte, distruzione, sofferenza. Tutti noi respiriamo il dolore e la preoccupazione per quanto sta avvenendo, consapevoli che le conseguenze del conflitto hanno già oltrepassato le frontiere ucraine, e continueranno a farlo, e a queste dobbiamo far fronte.

Il Summit di Versailles di dieci giorni fa, e poi gli incontri dell’Eurogruppo e dell’Ecofin della settimana scorsa hanno confermato il sostegno politico, finanziario, materiale e umanitario dell’UE all’Ucraina, varando un quarto pacchetto di sanzioni contro la Russia e mettendo le basi per nuove iniziative riguardo difesa e crisi energetica. La presidente Ursula von der Leyen ha annunciato le prossime tappe: a fine marzo la Commissione avanzerà delle opzioni per limitare gli effetti dell’aumento dei prezzi di gas ed elettricità, mentre a metà maggio presenterà la proposta per la progressiva eliminazione dell’uso di gas, petrolio e carbone russo entro il 2027. Sempre a metà maggio, la Commissione presenterà i risultati di “un’analisi dei gap in materia di investimenti nella difesa” con l’obiettivo di colmare le lacune.

L’impatto economico delle sanzioni e della guerra comincia a farsi sentire anche in Europa. Le prime stime della Banca Centrale Europea parlano di una possibile perdita di crescita, per il 2022, di 0,5 punti nello scenario “base”, che però potrebbe divenire una perdita di un ulteriore 1,4% nello scenario più avverso. In pratica una parte della crescita che pensavamo di fare nel 2022 potrebbe venir meno. Certamente un impatto forte, ma non tale da scatenare una recessione. Chiaramente tutto dipenderà dal perdurare della guerra e da eventi difficili da prevedere. L’importante adesso è monitorare attentamente l’andamento dell’economia e prepararsi a mettere in campo tutti i possibili strumenti per sostenerla.

Il Parlamento Europeo sta facendo questo: da un lato ha espresso sin dall’inizio una netta condanna verso l’invasione dell’Ucraina e un grande sostegno al popolo ucraino (molto emozionante l’intervento del Presidente Zelenski nella nostra plenaria, che potrete rivedere qui), dall’altro segue l’andamento delle ripercussioni della guerra e promuove un confronto e un dibattito costante sulle misure per farvi fronte. La settimana scorsa ho avuto l’onore di presiedere due interessanti eventi: un dibattito con il Vice-Presidente Valdis Dombrovskis ed il Commissario Paolo Gentiloni sulla revisione delle regole economiche europee e un altro, assieme al Primo Ministro Portoghese Antonio Costa, sulle lezioni che possiamo trarre dal programma Next Generation EU per costruire un’Europa più forte e solidale.

La Commissione Problemi Economici e Monetari.
Per quanto riguarda le attività della commissione che presiedo, sto cercando di utilizzare tutte le nostre risorse per promuovere approfondimenti e monitorare costantemente le sanzioni le conseguenze economiche della guerra sull’Unione Europea. La settimana scorsa abbiamo avuto in audizione la Presidente del Fondo di Risoluzione Unico per le banche, Elke Konig, per capire meglio la gestione e l’impatto del fallimento di Sberbank Europe (qui il documento che abbiamo prodotto come Parlamento e che descrive molto bene la vicenda Sberbank). Ho chiesto inoltre all’Unità di Supporto per la Governance Economica del parlamento di produrre un documento di approfondimento sulle sanzioni economiche verso la Russia. Nonostante i tempi strettissimi è stato prodotto un documento prezioso che condivido volentieri con voi, perché potrete trovarvi dati, link e spiegazioni veramente utili.

Dibattito Italiano.
Per quel che posso, compatibilmente con gli impegni europei, cerco di dare il mio piccolo contributo al dibattito italiano, partecipando ad eventi e manifestazioni pubbliche come quella, bellissima, promossa dal Sindaco di Firenze Dario Nardella contro la guerra e a sostegno dell’Ucraina, e a trasmissioni televisive (qui il mio intervento a In Onda) dove cerco di spiegare le azioni intraprese dall’UE, la situazione economica e l’impatto delle sanzioni, ma anche la necessità di non piegarci alla violenza di chi pensa di poter realizzare i propri desideri egemonici invadendo un paese democratico e bombardando cittadini inermi.

Da questo punto di vista mi preoccupa molto l’ambiguità e il silenzio di alcune forze politiche italiane, ma sono anche molto orgogliosa della posizione netta ed inequivocabile presa sin dal primo giorno dal Segretario del mio partito, Enrico Letta, e dalla forte reazione di tutta la comunità del Partito Democratico.

L’Europa sta attraversando un momento difficile, in gioco c’è qualcosa di molto profondo: la difesa dei valori a noi più cari, la libertà, la democrazia. Per questo è importante restare uniti, far sentire forte la nostra voce, prendere posizione, prendere parte.

E non possiamo che stare dalla parte della libertà e della democrazia.

Vi terrò aggiornati.

A presto,
Irene

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