Per chi l’Italia l’ha già abbandonata da anni o per chi e’ abituato a misurarsi con contesti stranieri, come fanno ormai quotidianamente milioni di italiani tra i venti e i quaranta anni, questi dati non rappresentano una gran sorpresa. Innanzitutto perche’ sanno che la qualità della vita non e’ una nostra esclusiva. In fondo il sole c’à anche in Costa Azzurra o in Costa Brava, e la pizza o il formaggio buono si trovano anche altrove, anche quando invece di chiamarsi Parmigiano si chiama manchego o camembert. Ma, soprattutto, perche’ sanno che la qualità della vita non e’ fatta solo di buon mangiare e visite familiari, per quanto importanti.
Sanno bene che altrove troveranno la stessa crisi, ma sperano almeno di poter respirare un po’ di aria diversa, di veder muoversi qualcosa, di potersi misurare con un mondo che gira invece di stare fermo. Chiaramente non tutta l’Italia à così asfittica, ci sono realtà che pur con fatica provano a muoversi suscitando anche begli entusiasmi. Ma la sensazione che ancora prevale à di un immobilismo che sta facendo la muffa. Gli unici a non sentirne la puzza sono quelli che ci sono seduti sopra.


