Una dinamica che ha condannato il Portogallo a essere il Paese più povero tra le economie occidentali e ad accumulare piano piano debito su debito. Perché nonostante tendiamo ad associare il debito pubblico esclusivamente a questioni di tasse e spese, la capacita di far fronte al debito é legata in egual maniera alla crescita economica. Infatti, così come la possibilità di un individuo di pagare un mutuo non dipende solo da quanto risparmia ma da quanto reddito produce, lo stesso vale per il debito di un Paese: più il Paese cresce e meno il debito pesa.
E’ qui, in questo nodo tra istruzione, qualificazione della forza lavoro e capacità di crescita economica che si à arenato il Portogallo. Nonostante i tentativi di riforma degli ultimi anni, soprattutto sul fronte universitario, la sua forza lavoro resta tra le meno qualificate dei Paesi Ocse (solo il 14% à in possesso di un titolo di laurea e, dato ancora più preoccupante, sono pochi anche quelli in possesso di un diploma superiore: solo il 28%) e il tasso di abbandono scolastico è al 37% (contro una media europea del 16,6%). Con questa scarsa preparazione il Portogallo ha ben poche possibilità di rimettersi in moto e riqualificare la propria economia, come hanno notato anche numerosi osservatori stranieri, dall’Economist al Wall Street Journal.
Proprio per queste caratteristiche «strutturali» quella portoghese è una situazione difficile, a cui l’Italia dovrebbe guardare con molta attenzione, perché assai vicina a quella che lei stessa si trova ad affrontare. Tranne il dato sull’abbandono scolastico, che per fortuna in Italia è meno della metà di quello portoghese, su tutti gli altri indicatori i due Paesi mostrano preoccupanti similitudini.
In molte circostanze l’Italia ha dimostrato di non essere capace di analizzare con lucidità la propria situazione e di imparare dai propri errori. Ma imparare dagli errori degli altri a volte è più semplice che guardarsi dentro, e l’attuale crisi portoghese potrebbe essere un’ottima occasione per fare riflessioni importanti anche sul nostro futuro.


