in queste prime due settimane di giugno in Europa sono stati fatti passi in avanti molto importanti sul fronte di un fisco più trasparente ed equo e riguardo al settore bancario e del credito.
La prima importante novità è che finalmente siamo riusciti a chiudere una trattativa molto importante su una direttiva che riguarda il mercato secondario dei crediti deteriorati, presentata dalla Commissione nella scorsa legislatura con l’obiettivo di rendere questo mercato più fluido ed efficiente, prevenire possibili crisi bancarie e sostenere anche l’economia reale (quando le banche sono gravate da troppi crediti deteriorati, rallentano l’erogazione di nuovo credito e si danneggiano imprese e investimenti).
Il problema della direttiva, nella prospettiva della sottoscritta e del Gruppo S&D (Socialisti e Democratici) del Parlamento Europeo, era la mancanza di sufficienti garanzie e tutele per i debitori in temporanea difficoltà, e di misure che li aiutassero a rinegoziare i loro prestiti per rendere più agevole la restituzione. Come relatrice mi sono impegnata al massimo affinché lo sviluppo di un efficiente mercato secondario del credito fosse accompagnato dalle necessarie tutele per tutti i cittadini e le famiglie europee.
È stato un lungo braccio di ferro, ma siamo riusciti ad ottenere un ottimo risultato! La direttiva introduce maggiori tutele per i consumatori, obblighi informativi e di condotta per le banche, requisiti molto più stringenti per i gestori professionali e norme che impediscono condotte lesive verso il debitore.
Un grande risultato, di cui da relatrice non posso che essere soddisfatta e che ho riassunto per punti sul mio sito.
Global Minimum Tax
Nei giorni scorsi, i Ministri delle Finanze del G7 hanno avanzato la proposta di introdurre una Global Minimum Tax. Una proposta che considero giusta e assolutamente condivisibile. Non si tratta di “punire le multinazionali cattive”, ma di garantire che tutti giochino con le stesse regole.
Cercare di avere un sistema che consenta di mettere un argine alla competizione sleale non è un dispetto alle multinazionali, ma un principio liberale, come ho chiarito a SkyTg24 Economia.
Trasparenza finanziaria
Chi mi segue sa quanto mi sia impegnata, assieme al Gruppo S&D, per un sistema fiscale più equo e trasparente, a livello europeo ed internazionale.
Questo obiettivo passa non soltanto attraverso iniziative come la Global Minimum Tax, ma anche attraverso misure che favoriscano la trasparenza e il monitoraggio. Una delle più importanti su questo fronte è la rendicontazione pubblica Paese per Paese (pCBCR), una misura che ha l’obiettivo di obbligare le multinazionali a rendere pubbliche le informazioni su dove producono i propri profitti e dove pagano le imposte.
Si tratta di una direttiva che è rimasta incagliata per cinque anni a causa dei veti di alcuni Stati Membri, ma che, assieme al team negoziale della Commissione Affari Economici che presiedo e della Commissione Affari Giuridici, siamo riusciti non soltanto a tirare fuori dal cassetto, ma a chiudere con un importante accordo raggiunto nei giorni scorsi.
L’accordo prevede, tra le altre cose, che le multinazionali rendano pubbliche le informazioni su quanti dipendenti a tempo pieno hanno a libro paga, il fatturato, le tasse versate, i profitti e le perdite che riportano in ogni Paese in cui operano, sia nell’Unione europea, sia nei paradisi fiscali. Un risultato importante che rafforzerà la trasparenza e la lotta all’elusione fiscale e che è stato possibile grazie all’impegno del Gruppo S&D.
Sul sito del gruppo è possibile trovare maggiori informazioni.
PMI e ripartenza
Ho sempre creduto che l’ascolto e il confrontodiretto con le attività produttive siano fondamentali per permettere alla politica di attuare i provvedimenti necessari alla crescita del nostro Paese, oggi più che mai. E per attività produttive non intendo solo le grandi industrie. L’Italia è fatta di tante piccole e medie imprese che sono da sempre la “spina dorsale” della nostra economia, quelle che tengono insieme intere filiere e territori, ma che sono state duramente colpite dalla pandemia.
Insieme al PD Lombardia ho incontrato Confartigianato Imprese Milano – Monza e Brianza, realtà che rappresenta centinaia di piccole e medie imprese del territorio, e ho visitato la Eredi di Mario Boffi, una storica impresa di carpenteria metallica di Muggiò. La ripresa è vicina, ma ha bisogno di attenzione costante, dialogo e collaborazione. Ne parlo in questo post.
La prossima settimana proseguirò il “tour” con un giro di incontri e visite con associazioni e aziende del bresciano. Potrete seguire gli aggiornamenti sui miei social.
Le primarie e il futuro del PD
Le elezioni amministrative sono ormai alle porte e il centrosinistra non può farsi trovare diviso. A Torino, Roma, Bologna e in altre città il Partito Democratico ha scelto il metodo delle primarie non solo per selezionare un candidato, ma anche per ricreare un campo di centrosinistra unito e promuovere la massima partecipazione dei cittadini, come ho affermato in un’intervista a Il Resto del Carlino.
Il Pd deve essere il baricentro di un’alleanza ampia, deve proporsi come il punto di riferimento di tutti i riformisti. L’obiettivo è unirsi per lavorare insieme, superando i personalismi e l’eccessiva frammentazione che rende più complicata l’interlocuzione con i partiti moderati. E sapendo che i campi larghi non si costruiscono solo con accordi tra leader, ma con processi che coinvolgono davvero i cittadini. Le Agorà democratiche servono esattamente a questo. Ne ho parlato su La Repubblica, intervistata da Giovanna Vitale.